Definizione di bioedilizia

Il termine bioedilizia non ha una definizione normativa univoca in Italia. In senso lato, si riferisce a un approccio costruttivo che privilegia materiali naturali, rinnovabili, a bassa energia incorporata e non tossici, con attenzione alle condizioni climatiche locali e alla qualità dell'aria interna.

In Italia, il riferimento più strutturato è rappresentato dal Protocollo ITACA (Istituto per l'Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale), adottato da diverse regioni per la valutazione della sostenibilità degli edifici residenziali.

Legno certificato: FSC e PEFC

Il legno utilizzato in edilizia dovrebbe provenire da foreste gestite in modo responsabile. Due sistemi di certificazione sono riconosciuti a livello internazionale:

  • FSC (Forest Stewardship Council): certificazione che garantisce la gestione forestale responsabile secondo standard ambientali, sociali ed economici. Il sito ufficiale italiano è it.fsc.org.
  • PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification): sistema europeo di certificazione forestale, riconosciuto in oltre 50 paesi. Informazioni su pefc.it.

Entrambe le certificazioni coprono non solo la gestione forestale ma anche la catena di custodia (chain of custody), tracciando il legno dalla foresta al prodotto finito.

Canapa (hemp) in edilizia

La canapa industriale (Cannabis sativa L.) è una coltura con ciclo annuale che può essere coltivata in Italia nel rispetto della Legge 242/2016. In edilizia viene utilizzata in diverse forme:

  • Fibra di canapa per isolamento: in pannelli o in rotoli, con λ circa 0,040 W/(m·K), simile alla fibra di legno.
  • Calcestruzzo di canapa (Hempcrete): miscela di canapulo (il midollo del fusto) e calce aerea. Non è un materiale strutturale ma è utilizzato come tamponamento e isolante in sistemi a telaio.

L'hempcrete ha proprietà igroscopiche interessanti: assorbe e rilascia umidità, contribuendo alla regolazione dell'umidità relativa dell'aria interna.

Proprietà dell'hempcrete: densità indicativa 300–500 kg/m³, λ circa 0,06–0,11 W/(m·K), buona capacità di accumulo termico. Non è classificato come materiale strutturale portante secondo le NTC 2018.

Sughero

Il sughero è ricavato dalla corteccia della quercia da sughero (Quercus suber), principalmente coltivata in Sardegna e nelle regioni meridionali italiane. La raccolta viene effettuata senza abbattere la pianta, con un ciclo di circa 9 anni tra un'estrazione e la successiva.

In edilizia viene utilizzato come isolante in pannelli espansi o granulare. La λ è intorno a 0,038–0,044 W/(m·K). Ha una buona resistenza all'umidità e all'attacco biologico ed è stabile dimensionalmente in un ampio intervallo di temperatura.

Calce idraulica naturale (NHL)

La calce idraulica naturale (Natural Hydraulic Lime, NHL) è un legante tradizionale ottenuto dalla cottura di calcari marnosi. A differenza del cemento Portland, ha una capacità di assorbimento di CO₂ durante la carbonatazione (recarbonatazione), che riduce il bilancio di emissioni del ciclo di vita.

In bioedilizia viene usata per intonaci, malte e sistemi a cappotto con aggregati naturali. È traspirante, antibatterica per l'alcalinità e compatibile con i supporti in legno e in pietra. La norma di riferimento è la EN 459.

Terra cruda

La costruzione con terra cruda (pisé, adobe, paglia con argilla) ha una lunga tradizione in alcune aree d'Italia, in particolare in Sicilia e in Puglia. In forma contemporanea, l'argilla è usata come intonaco naturale negli interni di edifici in legno, grazie alle sue proprietà di regolazione dell'umidità.

Non esistono norme tecniche nazionali specifiche per le costruzioni in terra cruda. Alcune regioni italiane hanno avviato iter normativi, ma la situazione è ancora frammentata. Il riferimento europeo è la norma DIN 18945 tedesca, spesso citata come best practice.

Criteri di valutazione ambientale

Per la selezione dei materiali in ottica di sostenibilità, due strumenti sono particolarmente utili:

  • EPD (Environmental Product Declaration): dichiarazione ambientale di prodotto, standardizzata dalla norma EN 15804, che quantifica l'impatto ambientale del prodotto lungo il ciclo di vita.
  • CAM Edilizia (Criteri Ambientali Minimi): stabiliti dal Ministero dell'Ambiente italiano, definiscono i requisiti minimi di sostenibilità per gli acquisti pubblici nel settore edilizio. Disponibili sul sito del MASE.